Il Mondo di Nanette

Nanette Libiszewski

Il mondo di Nanette

Ricerche e progetti tessili, 1960-2018

 

San Sebastiano Curone (AL) in occasione di ARTINFIERA
14-15-16 / 22-23 settembre 2018

inaugurazione sabato 15 settembre ore 17.00
presso la Casa degli Artisti in Piazza Statuto

“Quando ero ragazzina mi fu spiegato che, attorcigliando un filo robusto intorno a un tessuto, annodandolo e stringendolo bene prima di procedere alla tintura, si poteva ottenere un bel disegno: lo feci e mi entusiasmò.
Questa tecnica, mi dissero, si chiamava “plangi” (un nome indonesiano).
Iniziai così ad attorcigliare e tingere tessuti, e da allora non ho più smesso.”
Nanette Libiszewski

 

Entrare nel Mondo di Nanette attraverso i suoi ricordi e i suoi racconti è un modo per avvicinarsi al suo lavoro nelle arti tessili, di cui è sempre stata una sperimentatrice curiosa e instancabile.

Il fare di Nanette Libiszewski è trasformare i tessuti:stringendoli e tingendoli per ottenere particolari disegni, o rendendoli tridimensionali.

Nanette chiama questo metodo “stringi & tingi”, riferendosi all’antica tecnica di tintura a riserva che si ottiene stringendo, legando o cucendo un tessuto prima di immergerlo nel colore.Una volta asciutto e slegato, il tessuto mostra disegni ottenuti impedendo al colore di penetrare nelle zone strette o cucite.

Linee, righe, cerchi diventano l’elemento narrativo che assomiglia ai ritmi e alle strutture della natura da cui Nanette si lascia affascinare.
Con questi tessuti dà vita alle sue creazioni: arazzi, abiti, cappelli, sciarpe.

“La conoscenza, anche tattile, dei diversi materiali ti indica il limite nella lavorazione e quindi ti spinge al superamento dello stesso, a volte con soluzioni che sorprendono. Nei miei tessuti tento di riprodurre alcune forme che trovo in natura – come ad esempio le increspature dell’acqua, il manto degli animali, la texture di una corteccia – e per ottenerle devo sperimentare su vari materiali e con molte varianti”.

Il filo rosso che collega tutte le sue esperienze èil metodo con cui si avvicina ad ogni nuovo lavoro: il metodo del ricercatore che sperimenta, procede per tentativi e per scoperte che suggeriscono, di volta in volta, altre sperimentazioni e altre scoperte.

A San Sebastiano Curone, il visitatore potrà scoprireil “Mondo di Nanette” cominciando dalla scala che conduce alle sale della “Casa degli Artisti” dove è allestita la mostra: invasa da fiori tessili dalle mille varianti cromatiche è quasi una“buca all’insù”che ci ricorda l’avventura diAlice nel suo paese delle meraviglie.

In mostra una selezione delle sue principali ricerche: i tessuti e gli abiti realizzati con la tecnica “stringi& tingi”, la maglieria con filati tinti con colori naturali, le creazioni con le conterie veneziane e anche il suo lavoro di stilista per l’industria della maglieria “jacquard”.

Mostra a cura di: Simona Cesana
Dove: Casa degli Artisti – Pazza Statuto, San Sebastiano Curone (AL)
Quando:14-15-16 e 22-23 settembre
Orari: venerdì: 17.00/ 21.00 sabato: 10.00/22.00 domenica: 10.00/20.00

Nota biografica

Nanette Libiszewski nasce a Biel-Bienne (Svizzera) nel 1938.
A 16 anni inizia a frequentare la KunstgewerbeSchule(Scuola d’Arti e Mestieri ispirata alla Bauhaus) di Zurigo; dopo un anno propedeutico, frequenta un anno di specializzazione tessile.
Successivamente torna a studiare al Liceo e poi si iscrive all’Università, iniziando anche a insegnare in varie scuole.
Nel 1961 sposa il fotografo Serge Libiszewski e si trasferisce a Milano, collaborando attivamente con il marito che in quel periodo è il riferimento per le campagne pubblicitarie della moda milanese (iconiche sono le sue immagini per “La Rinascente”, “Prenatal”, …).
Nel poco tempo libero si dedica alla sua passione per l’arte tessile.
Instancabile ricercatrice, sperimenta la tintura con varie tecniche, si dedica all’arte dell’intreccio delle conterie veneziane e alla maglieria con filati tinti con colori naturali.Pubblica i suoi lavori sulle più importanti riviste femminili e partecipa a varie mostre.
Insegna alla Scuola Svizzera di Milano e, dal 1987 al 1999, è stilista per il maglificio Josar, per il quale disegna le collezioni da realizzare con innovative macchine computerizzate per la lavorazione jacquard.
Non ha mai smesso di lavorare con le mani, di sperimentare e di osservare la natura da cui si lascia ispirare per i suoi lavori.
Ora lo fa sulle colline piacentine, dove vive da molti anni.

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